09/13 2012

Gesualdi su Contratti assistiti e disagio sociale

“Noto con piacere che è stato pubblicato all’albo pretorio del Comune l’avviso
pubblico relativo al progetto ‘contratti assistiti’ concordato dall’Amministrazione
comunale con i sindacati inquilini, avviso che sì, sarà affisso all’albo fino al 27
settembre, ma al quale sarà possibile accedere fino al momento in cui saranno esauriti
i circa 60.000 euro stanziati dall’Amministrazione per l’attivazione, in via
sperimentale, di un numero di contratti assistiti che andrà presumibilmente da 6 a 11”
questa la precisazione del consigliere comunale del gruppo ‘Con Santarsiero per
Potenza’ Filippo Gesualdi. “Un progetto dell’assessorato alle Politiche sociali con il
quale rispondere alle necessità abitative delle famiglie che non possono pagare
canoni mensili esosi e contenere l’emergenza abitativa. Si tratta di una forma di
incentivi sia per i proprietari che per gli inquilini a basso reddito, tesa a facilitare
l’incontro di domanda e offerta, con un sistema di aiuti e agevolazioni concessi dal
Comune. Nelle azioni amministrative tese alla soluzione del grave problema delle
esigenze abitative nel capoluogo bisogna tener conto anche e soprattutto delle
legittime esigenze dei più bisognosi – ha proseguito Gesualdi. E, proprio in questa
ottica, la politica nel suo complesso deve ripiegarsi a riflettere sui casi più gravi
di ‘emergenze abitative’ e di disagio sociale, penso alla questione dell’occupazione
abusiva di alloggi comunali e Ater. Sulla vicenda, pur ritenendo in
maniera inequivocabile che debbano essere sempre rispettate le leggi e le regole,
vanno tenuti presenti aspetti sociali e umanitari. Molti degli occupanti abusivi,
vivono una situazione di degrado sociale e familiare, molti sono separati con figli
minori a carico, privi di reddito e molti risultano presi in carico dai Servizi sociali del
Comune. In questi casi forse l’occupazione di una casa potrebbe anche essere
giustificata, proprio perché motivata dallo stato di povertà, e il diritto all’abitazione è
uno dei beni tutelati dalla Costituzione, poiché ‘l’esigenza di un alloggio rientra tra i
beni primari della persona’, tant’è che una recente sentenza della Corte di Cassazione
recita: “Chi in una situazione di grave indigenza occupa abusivamente una casa
popolare non commette reato”, tanto più se lo stato di necessità è aggravato dalla
presenza di un minore. Ed è a queste persone indigenti che va rivolta la massima
attenzione da parte delle Istituzioni tutte (Comune, Regione, Ater), attraverso
un’indagine conoscitiva in ordine alle effettive condizioni, alla esigenza di tutela dei
figli minori, al carattere transitorio del ricorso ai servizi sociali, alla minaccia
dell’integrità fisica degli stessi minori, prima di emettere qualsiasi provvedimento. In
questa prospettiva – conclude il consigliere- ovviamente si devono verificare e
punire, con indagini puntuali, situazioni di comodo o che rappresentano una falsa
rappresentazione della realtà”.